venerdì 20 marzo 2015

fede e religione...


“Il problema è che fino a che noi vogliamo essere qualcuno,
non possiamo essere veri discepoli di Gesù Cristo,
che ci ha detto di perdere la nostra vita, di morire come il chicco di frumento.
L’unico vero punto cruciale della nostra vita è il nostro rapporto personale con lui.
Mediato dalla Chiesa, è chiaro, tramandato dalla tradizione,
alimentato dai sacramenti, nutrito dalla dottrina.
Ma personale. Diretto, leale, onesto.
Un rapporto che ci spacca, che cambia tutta la nostra vita,
che rende diverso ogni nostro gesto da come lo faremmo se non fossimo cristiani.
Tutto il resto sono accidenti.”
(Costanza Miriano)

prima o poi dovrò capire
perchè quando mi ritrovo a confrontarmi su fede e religione
inevitabilmente ne esco confusa...
e poi c'è chi ti dice che è inutile che vai in chiesa...
non sei una cristiana...
che non puoi avvicinarti a Lui...
e io non lo faccio...non mi avvicino...
ma perchè?
eppure Gesù è venuto per quelli persi non per chi si sente giusto,
eppure Gesù ha guardato Zaccheo, che nonostante quello che era e faceva, lo cercava,
eppure Gesù non ha detto ad alcuno che non poteva avvicinarsi a Lui,

ti faccio una domanda...tu hai fede o segui solo la religione?
perchè guarda che sono due cose diverse...
mentre scrivo è l'unica cosa che mi ritorna in mente
della catechesi ascoltata martedì sera...
di tutte le parole che hanno detto, è l'unica frase che mi ricordo...
sai benissimo ogni regola, dogma, indottrinamento...
ma hai fede?
quella fede che ti fa guardare l'altro come te stesso?
quella fede che non ti fa giudicare sempre?
quella fede che non ti fa vedere sempre quello che non c'è ma ti fa vedere quello che c'è?
quella fede che ti fa vedere un piccolo bene anche in un piccolo passo?
quella fede che non ti fa sempre mettere in dubbio il bene?
quella fede che ti aiuta a guardarti dentro, a dire...sì, questo so che non va bene, so che è colpa mia,
ma ancora Signore non ci riesco...dammi ancora un pò di tempo...vedrai, ci lavoro sopra...
quella fede che ti porta piano piano ad affidare tutto a Lui...
quella fede che ti porta ad accettare...che ti svuota di te stesso e ti riempie di altro...

una religione senza fede è solo un monte di regole assurde a volte,
che ci impediscono di avvicinarci a Dio...
e non perchè vogliamo un Dio umano, ma perchè non ci permettono di sentirci mai degni...
mai abbastanza...e ci fanno dimenticare la misericordia, la carità e l'amore di Dio...
siamo peccatori, è vero, lo sentiamo dentro...
ed è da peccatori che entriamo in chiesa...
ma anche da uomini e donne che devono riconoscere le proprie conquiste, i passi fatti, oltre agli errori...
non possiamo e non dobbiamo sempre sentirci indegni...in cammino sì, sempre...
per migliorare...ma indegni no...






martedì 17 marzo 2015

"a me potrebbe anche stare bene..."


frase letta sul blog di un amico, bigetto,
in un post riguardante la fecondazione,
quella voluta a tutti i costi anche da persone che non potrebbero,
naturalmente parlando, ed è stata come un fulmine...
ha aperto un varco...ho letto di nuovo...
no, non può averlo scritto...
ci ho riflettuto un pò e poi ho lasciato il mio pensiero...

“A me potrebbe anche stare bene…”

È stato improvviso, ogni altra considerazione cade davanti a questa frase…
Condivisibile in assoluto la presa di posizione
contro chi vuole stravolgere lo status di natura,
solo che quella frase è una netta contraddizione…
se tu apri uno spiraglio a qualcosa che sai contro natura…
apri lo spiraglio al pensiero
di poter accettare qualcosa che non è,
hai aperto anche al passo successivo di quel pensiero,
che prima o poi allargherà il tuo grado di accettazione.
Siamo quasi assuefatti a tutto…
violenza, brutture, cattiveria, indifferenza…perché?
Perche abbiamo pensato…va bene, questo posso accettarlo…
Dove sta il limite? E se qualcuno non ha limite?
E’ come agisce il “male”…
superficialmente, senza pensare,
scrollandoci di dosso la responsabilità, di dire sì…di dire no…
“che il vostro sì sia sì…e il vostro no sia no”
“io posso capire…io posso accettare…
possiamo essere ciò che vogliamo”
No, noi possiamo essere solo ciò che siamo!
Non ciò che vogliamo…è lì l’inganno…
E accettare ciò che siamo, vuol dire accettare anche i limiti…
l’omosessualità esiste e va accettata,
i primi ad accettarla con tutti i suoi limiti
dovrebbero essere proprio gli omosessuali…
l’uomo o donna, omosessuale o no,
ha dei limiti che deve accettare per restare uomo e donna…
è questo volersi sostituire alla Natura, a Dio
che sta distruggendo l’uomo, la sua anima, il suo cuore…

sono le uniche parole che non posso condividere…
a me non sta proprio bene…
si deve vivere con coerenza ciò che siamo…
rispettando tutto e tutti…natura compresa…

sabato 14 marzo 2015

deluse...


"Alle persone deluse servono abbracci,
carezze e un’infinità di certezze.
Delle parole, non sanno cosa farsene".

(Luna Del Grande)
 

sabato 7 marzo 2015

8 marzo...


Tanti passi si sono fatti ma tanti ancora dovranno essere compiuti,
è un momento questo, dove violenza e prevaricazione
sembrano vincere sulla ragionevolezza e sul rispetto.
Il mondo è delle donne...il mondo è degli uomini...
dovremmo iniziare a pensare che il mondo ha due volti,
due volti che si completano solo se si rispettano...
in ogni aspetto...rispetto delle diversità...
le donne non dovrebbero lottare per essere come gli uomini,
ma per essere rispettate dagli uomini e dalla società...
rispettate mentalmente, fisicamente, moralmente...
la violenza su una donna può avvenire in tanti modi...
lascia cicatrici che faticano a rimarginare,
lascia paure che difficilmente scompariranno,
lascia insicurezze che mineranno la sua vita futura...
le donne dovrebbero lottare perchè sia rispettata la propria femminilità,
quella femminilità che ha diritto alla dignità e che completa il cielo...

Buon 8 marzo a tutte le donne

venerdì 6 marzo 2015

Quaresimale I (dal blog di Berlicche)


Letta oggi su un blog che seguo su wordpress, Berlicche, mi ci sono ritrovata, con tutti i dubbi e le difficoltà
che si incontrano nel cammino dell'essere cristiani:

Il guaio di molti cristiani è che parlano dell’amore di Dio invece di farlo vedere
il guaio di molti cristiani è che non vogliono giudicare ma sono giudicati.
il guaio di molti cristiani è che non parlano chiaro per paura di allontanare,
ma a nessuno interessa chi non parla chiaro.
il guaio di molti cristiani è che scambiano la tolleranza per amore, che è come chiamare l’indifferenza interessamento.
il guaio di molti cristiani è che seguono un piano pastorale, ma è un piano inclinato
il guaio di molti cristiani è che vorrebbero anche convertirsi, ma non sanno più a cosa
il guaio di molti cristiani è che sanno esattamente cosa pensa Dio
il guaio di molti cristiani è che forse sanno cosa pensa Dio, ma non gliene importa niente
il guaio di molti cristiani è che vogliono avere i loro spazi
il guaio di molti cristiani è che Dio è troppo grande per entrare nel loro spazio
il guaio di molti cristiani è che sono atei
il guaio di molti cristiani è che sono talvolta come forse sei tu, come certo sono io.

(dal blog di Berlicche)



martedì 3 marzo 2015

"chi sei tu per parlare di Dio?"


Prendo spunto da un'articolo letto stamani sul quotidiano "La Croce",
ogni giorno inizio la mia giornata leggendo un pò il giornale
e oggi l'attenzione è caduta su un'articolo di Paolo Pugni che parla di confronti,
ormai laceri e inesistenti, e su un articolo di Marianna Orlandi...
"Ma poi chi sei tu per parlare di Dio?"
Non so...forse per il mio passato di catechista, mi ha coinvolta un pò...
Quante volte me lo sono detto, ma perchè io? chi sono io per poterlo fare?
non sentirsi giusti, degni, a posto per poterlo fare...domande che ancora non trovano
grandi risposte...ma quest'articolo mi ha rasserenata...mi ha dato la possibilità
di guardare oltre me stessa e i miei limiti...di trovare un senso...

"Basta un attimo di sconforto ed eccolo, potente, questo pensiero arriva, ritorna.
E il modo in cui si presenta è ogni volta diverso. Si basa su un recente fallimento,
su un vizio che proprio non so sconfiggere, sulla mia stessa esperienza di vita."

Ho iniziato a riflettere...ma noi non parliamo di Dio,
noi tutti siamo chiamati a testimoniare, a vivere al meglio delle nostre
possibilità e capacità...non dobbiamo insegnare,
dobbiamo vivere e parlare con la nostra vita.
Solo che a volte la vita ci toglie sicurezze, punti fermi, ci impone scelte
che non sempre rimangono coerenti alla nostra fede...
la nostra vita non sarà priva di cadute, dolori, sconfitte...di viaggi nel buio...
e lì, proprio in quei momenti arriveranno i dubbi, la fede verrà meno,
tanto da togliere ogni senso, anche a noi stessi, alla nostra stessa esistenza...
e quella vocina ci metterà davanti ai nostri limiti, quelli veri, proprio nostri...
a volte quella vocina non sarà solo dentro di noi, verrà da chi meno ce lo aspettiamo,
e sarà allora davvero difficile non crederle,
non credere che siamo sbagliati,
e a noi non piacerà guardarci allo specchio, così sporchi, vili e cattivi...
ma sarà solo accettando quei limiti e cercando di migliorare che vedremo luce...
che quella vocina non avrà più suono...è così, è come aprire un bellissimo regalo,
e dentro c'è l'amore per te stessa, per ciò che sei, per quello che vali...
quello che puoi donare...tutti siamo solo chiamati a vivere al meglio di ciò che siamo...
questa è la testimonianza più grande...questo forse significa parlare di Dio...
parlare d'amore con la nostra vita...
e come chiude l'articolo...

"Hai ragione vocina, io non sono proprio nessuno per parlare di Dio:
infatti sto solo dicendo come ho fatto a passare "allo schema successivo"."

come passare al prossimo livello della mia vita, della mia consapevolezza,
del mio cammino verso me stessa e gli altri...come arrivare piano piano
a sentirmi "giusta" in qualche modo...accettarmi e guardare avanti...


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