domenica 15 dicembre 2013

ho fatto una festa...

 
Ho fatto una festa all'interno di me stesso.
Ho deciso di divertirmi.
Di fermarmi un attimo per assaggiare un pasticcino.
Molte persone hanno smesso di fermarsi
ad assaggiare un pasticcino.
Sedersi sulla sedia accanto al tavolo e sceglierlo con cura.
Perché scegliere significa pensare
e riflettere su quello che ci piace di più....
Inevitabilmente trovarsi faccia a faccia con il gusto
e quindi con noi stessi e con la punta estrema dei nostri pensieri.
Abbiamo paura di restare soli e paradossalmente corriamo,
ingannando noi stessi, sperando di non accorgercene mai,
occupando il tempo in doveri su doveri oltremisura.
La paura di trovarci ci fa perdere il piacere dell'abbandono.
Ci costruiamo muri per proteggerci e un giorno
quegli stessi muri diventano una prigione, la nostra prigione.
Non ho mai voluto le inferriate alla finestre.
Sono un credulone.
Ho sempre pensato che se lascio aperta la finestra
prima o poi entrerà tutto il cielo.
Mi mangio da dentro il mio pasticcino senza sensi di colpa.
Lo taglio a metà e te lo offro chiedendoti:
"Vorresti favole senza draghi?" -
tu leggera mi rispondi "Sarebbe impossibile..."
"Ma io ti ho invitato alla mia festa,
non inventare una scusa per non venire.
Perché il raffreddore d'amore
è la malattia cronica più grave che puoi prendere.
Non ti uccide ma non c'è cura, non ti salvi più sai?"
Poi quando suona il campanello mi sorprendo.
Mi piacciono tanto i campanelli.
Sono il suono di un respiro
e il respiro non fa mai corrente con la finestra.
Il respiro è presenza.
 
(Massimo Bisotti - Fotogrammi dell'anima)

 

2 commenti:

  1. Ti ho vista da Brunella. Questo scritto è semplicemente vero. Quanto è vero che ci costruiamo muri che poi diventano prigioni e ci obbligano ad abbandonare le nostre spontaneità.
    Bello, mi ha fatto piacere leggerlo. Bisogna rivalutare i pasticcini !!! Ciao :) Marilena

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