venerdì 4 aprile 2014

Voglio la mamma (Mario Adinolfi)


Periodo silenzioso e dedicato alla lettura, all'osservare...
la curiosità e il navigare su fb, dove il libro è stato pubblicizzato
e data la possibilità di leggerne parti molto lunghe e dettagliate,
mi hanno spinto ad acquistarlo e leggerlo...
argomenti che toccano tutti in fondo, argomenti che toccano l'uomo nel profondo, nel cuore,
nel suo sentire e sentirsi...
forse la politica inizia a prendere campo un pò troppo anche in argomenti
che non si possono politicizzare ma solo affrontare a livello umano, nel semplice pensiero umano
non intriso di ideologia, ma solo di buon senso...
caratteristica che mi sembra sia in fase di estinzione...come certe specie di animali...
e l'uomo alla ricerca di un senso logico e razionale lo ha distrutto...
lo ha sottomesso alle leggi e alle ideologie, di destra o di sinistra,
ha voluto trovare scappatoie, deroghe, uscite secondarie da quel buon senso
e da quella "normalità" che fa paura...chissà perchè...
in questo periodo del "politicamente corretto" (così si dice?)
non possiamo più usare la parola normalità...la parola bene e male...
giusto e sbagliato...
tutto è corretto tranne la normalità...quella strana normalità che ci dava sicurezze...
sì, sicurezze...sapevamo che eravamo uomini e donne, mamme e papà, figli e genitori...
ora siamo senza genere, senza nomi, senza specificazioni, senza distinzioni!!!!!!!
Ah...genitore 1 e genitore 2...prego spiegarmi, io come donna e mamma, sono il numero 1 o il numero 2? tanto per non incorrere nella discriminazione sessuale, uomo-donna, perchè altrimenti si può imbastire anche questa battaglia sociale contro un sistema e una normalità aberrante e opprimente che ci relega a ruoli prefissati e indissolubili!
Siamo individui...cosa significa? che siamo soli, con noi stessi...una conquista...per chi?
A chi fa bene tutto questo? Questa lotta sottile, psicologica?
Un uomo e una donna si sposavano, mettevano su famiglia, e la difendevano da tutto e da tutti,
avevano figli che temevano lo sguardo severo del papà e si rifugiavano nell'abbraccio sereno
e rassicurante della mamma...due volti dello stesso amore, due volti diversi dello stesso amore...quell'amore che si completa in quella diversità...che si unisce e diventa uno...l'amore che dà la vita...cosa c'è di sbagliato, bigotto, intransigente, opprimente e devastante in tutto questo?
E' naturale, normale, non opinabile, non discutibile...è così...da sempre...
e su questo si fonda il matrimonio della vita...punto...è quasi un diritto naturale,
non ce lo possiamo inventare, possiamo solo prenderne atto...
tutto quello che è diverso da questo va accettato, riconosciuto, non discriminato
ma non può essere detto che è "normale" anche così...non lo è...
Quella "normalità" che non ci permetteva di uccidere nemmeno un moscerino...
e ora troviamo alibi e giustificazioni per ogni gesto, anche i più umanamente inaccettabili...
normalità e etica morale i nemici da abbattere...
Chi vuole veramente questa guerra alla "normalità"?
Cosa si vuole uccidere dell'uomo? il pensiero, il sentire, il cuore, quel senso di religioso e misterioso che avvolge la vita? quel senso che riempie d'amore, di rispetto, rettitudine, sincerità e gioia la vita?

Il libro è stata una lettura interessante, la cosa che più mi ha lasciato serenità è
constatare che se l'uomo si lascia guidare dal suo pensiero, semplice, chiaro, umano,
se si lascia trascinare dall'amore per la vita,
se lascia parlare quella voce misteriosa e divina che c'è in ognuno di noi
non c'è bisogno di leggi e battaglie
per affermare un semplice diritto...vivere...così come siamo...
accettandoci, per ciò che siamo, con i nostri limiti e le nostre immense possibilità...
quei limiti e possibilità che ci ha donato Dio...

 




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4 commenti:

  1. I valori di un tempo sono quasi scomparsi è questa la realtà delle cose e purtroppo le notizie devastanti non fanno che incentivare gli animi insicuri, è come un voler emulare la malvagità. Poi la situazione globale di sofferenza acuisce le incertezze, anche perché in quest'epoca proveniamo da un precedente benessere che non ci aveva temprati, mentre i nostri genitori accettavano i sacrifici e si rimboccavano le maniche con determinazione in virtù di quell'amore familiare.
    Bellissimo post.
    un abbraccio
    annamaria

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  2. ...dopo questa bellissima recensione, direi che vale la pena leggerlo. Grazie...a presto...

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  3. Sì, questa recensione è davvero molto bella ed aggiungo inoltre che trovo interessante da sempre tutto ciò che è considerato normale. Ora la discriminazione è rivolta a chi è normale. Vi sono molte lotte a favore di questo e quello ma mai a favore della normalità. Personalmente ne ho fatto il mio motto. Lo voglio leggere e senza sentirmi, finalmente, discriminata.
    Un caro saluto

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  4. Mi ha incuriosito, prendo nota del titolo.
    Buona Pasqua Lella a te e famiglia.
    un abbraccio Magda

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