martedì 29 agosto 2017

islam e laicismo...


Se avete pazienza è da leggere...qualche spunto sul quale riflettere...
specie riguardo al momento storico che stiamo vivendo, senza pregiudizi è un'analisi
della realtà, dei perché...possiamo avere opinioni diverse ma la realtà va letta nella verità non nell'ideologia o in quello in cui credo o penso che sia o che debba essere...
c'è la storia passata dietro all'attualità...c'è un vissuto...un'impronta...
non ne faccio un discorso teologico, religioso, credente o no...
ma bisogna capire, è fondamentale per vivere...

Islam: dialogo?
L’Islam è una religione fortemente concreta ed altrettanto grandemente simbolica.
Gli analisti hanno dimenticato di evidenziare questa duplice dimensione.
Non ne azzeccano una. Se si guardano gli articoli scritti ad ogni azione islamica punitiva
il commento quasi contraddice il precedente.
La conquista dell’Europa è sempre stato il sogno dell’Islam.
Più volte nella storia è stata tentata con alterne fortune ed in modo parziale,
ma mai la conquista è avvenuta interamente, compiutamente.
Il sogno è quello di ridurre tutto il mondo sotto l’unica fede.
Qual è l’impegno simbolico che trascina l’Islam alla conquista del cuore del Cristianesimo? Abbattere quei popoli, poi divenuti nazioni, che furono alla base del Sacro Romano Impero,
causa della perdita delle conquiste islamiche in terra d’Europa faticosamente ottenute.
Francia, Germania, Italia divennero attraverso le figure di Carlo Martello e di Carlo Magno
il nuovo cuore pulsante del Cristianesimo che scacciò l’Islam dall’Europa,
fatta eccezione per la Spagna, con le battaglie di Poitiers del 25 ottobre 732 e di la Berre del 737 (considerata dallo storico dei Franchi Eginardo la seconda Poitiers).
Per i Mussulmani fu uno scacco terribile che alimentò da subito il desiderio della vendetta
e della rivincita. E ancora abbattere quegli stessi popoli che sconfissero gli Ottomani
nella battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571 sotto l’egida della Madonna della Vittoria o del Rosario, quella Madonna, che apparve nel 1208 a Prouille a s. Domenico di Guzman
e che venne implorata prima della battaglia.
E nuovamente vendicare durante il secondo assedio di Vienna del 1683 da parte dei Turchi
del gran visir Kara Mustafà, con l’enorme esercito che penetra nella capitale
e combatte per le strade, la nuova sconfitta ad opera dei cavalieri polacchi
intervenuti contro i Turchi quando la situazione era quasi disperata e Vienna stava per cadere.
A distanza di tempo un nuovo attacco viene studiato. Gli eserciti non bastano.
Occorre preparare la strada alle truppe attraverso l’insinuazione nelle linee del nemico.
Vorrei ricordare che i Mussulmani non sono ignoranti ma hanno prodotto una cultura raffinata. Hanno avuto pensatori di grande livello e se discorriamo di Aristotele lo dobbiamo a loro…
Ora è arrivato il momento opportuno per sferrare l’ennesimo tentativo di conquista
attraverso un processo ben studiato. Entrare in quei paesi con milioni di persone islamiche,
che si radichino sul territorio senza rinunciare alla propria religione
e formino società impenetrabili e che vivano come paese nel paese.
Ed ecco l’espandersi creando prole a dismisura utilizzando le risorse del paese di accoglienza
e colmando con le proprie forze i vuoti del sistema produttivo nei servizi oramai abbandonati
perché umilianti o poco retribuiti dagli autoctoni.
E infine diventare testa di ponte per coloro che arriveranno e saranno i nuovi guerrieri di Allah,
che moriranno al grido di “Allahu Akbar”, quello stesso grido che echeggia in ogni strage.
Dunque la parola d’ordine è: conquistare l’Europa, il suo cuore per abbattere il Cristianesimo.
Questo è il periodo più favorevole per un paio di motivi:
la scristianizzazione dei paesi come Spagna, Francia, Germania, Italia
e il processo demografico di crescita zero degli abitanti autoctoni.
Fin qui forse non si racconta molto di nuovo. Qual è allora la differenza?
E’ l’elemento simbolico che sfugge ai più.
Agli Islamici non interessa nei fatti alcuna integrazione, non importa del dialogo
(anche se alcuni lo cercano come primo approccio),
non hanno in mente di accettare usi e costumi che non condividono.
Interessa loro unicamente la ri-conquista perché Allah regni in tutto il mondo
e gli infedeli siano sconfitti e resi suoi schiavi.
Se i laicisti pensano di poter essere trattati meglio dei Cristiani sbagliano di grosso.
Impilati e dati fuoco i Cristiani, impilati e dati fuoco anche i laicisti:
per i Mussulmani non vi è alcuna differenza.
Tra cani e porci, ambedue animali impuri che impediscono di raggiungere il paradiso,
non si fanno differenze.
I cani sono i Cristiani, i porci sono i laicisti a motivo delle loro perversioni sessuali
(in primis l’omosessualità con le legislazioni conseguenti approvate).
Guarda caso il paese più colpito è la Francia sia perché guidò la cacciata mussulmana
con il Sacro Romano Impero, sia per il laicismo radicale al potere.
Poi tocca alla Spagna per cancellare l’onta della reconquista cattolica
completata il 2 gennaio 1492 da parte di Ferdinando il Cattolica e Isabella d’Aragona.
Poi ancora tocca alla Germania, terra materialista sfruttatrice della manodopera turca islamizzata
e di un certo Martin Lutero ferocemente avverso all’Islam,
che equiparava ad una setta eretica e ne desiderava lo sterminio,
così come ha ricordato F. Cardini.
Per ultimo tocca all’Italia, il cuore del Cristianesimo, dove c’è il Papa.
Cancellato il Pontefice, viene distrutto il Cristianesimo,
l’altra grande religione dei simboli con l’Ebraismo.
Tolto il capo, i Cristiani saranno preda facile, saranno sbandati e privi di guida,
quella guida su cui si fonda la fede cristiana, così come ha stabilito il Cristo.
Altro elemento simbolico che guida gli attentati è volere mostrare che ogni ambiente
creato dagli Europei rappresenta il male.
Ecco allora che vengono colpiti i supermercati, le stazioni, i luoghi del divertimento,
le strade di passeggio, i centri di studio, i giornali, gli aeroporti, le metropolitane
con il triplice effetto di punire, procurare terrore e instabilità, continuare la guerra.
In questi ultimi giorni mancava un solo luogo: la chiesa.
Ebbene anche questo luogo è stato colpito con le stesse modalità e lo stesso fine:
sradicare il Cristianesimo, la religione degli infedeli.
Similmente a quanto accade nel Medio Oriente, dove lentamente e inesorabilmente
i Cristiani vengono cacciati nel silenzio assordante dei media occidentali
e la voce tiepida dei Cristiani d’Occidente,
ora il progetto di espulsione del Cristianesimo è in atto in Occidente
con la complicità più o meno voluta dei laicisti, che si vedono aiutati proprio dai Mussulmani,
verso i quali mostrano interesse e disponibilità.
I laicisti a parole fanno la voce grossa contro l’estremismo islamico e accolgono, nel contempo, quello “moderato” nell’illusione che vi sia una differenza.
Differenza che, come vedremo, non esiste.
Nel Corano stesso è scritto a più riprese la necessità di eliminare gli infedeli
e i primi della lista sono gli Ebrei e i Cristiani (i Nazareni).
“O voi che credete, non sceglietevi per alleati i giudei e i nazareni, essi sono alleati gli uni degli altri. E chi li sceglie come alleati è uno di loro.
In verità Allah non guida un popolo di ingiusti.”
[Corano 5, 51].
“Quando poi siano trascorsi i mesi sacri, uccidete questi associatori ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati.
Se poi si pentono, eseguono l’orazione e pagano la decima,
lasciateli andare per la loro strada.
Allah è perdonatore, misericordioso.”
[Corano 9, 5].
“Dicono i giudei: “Esdra è figlio di Allah”;
e i nazareni dicono: “Il Messia è figlio di Allah”.
Questo è ciò che esce dalle loro bocche.
Ripetono le parole di quanti già prima di loro furono miscredenti.
Li annienti Allah. Quanto sono fuorviati!”
[Corano 9, 30].
Per anni si è coltivata l’illusione che l’Islam sarebbe entrato in crisi
avvicinandosi ai modelli occidentali e sarebbe stato costretto
a modificare la propria intransigenza.
Per contraccolpo l’Islam si sarebbe moderato e i suoi usi più intollerabili sarebbero stati attenuati. Addirittura avrebbe inserito nei propri costumi le abitudini occidentali.
I Mussulmani quando si sono accorti del pericolo hanno imposto ai propri aderenti
di non entrare in commistione con gli “altri”,
sviluppando nei paesi dove giungono un sistema parallelo di società,
un duplicato di quanto hanno nella madre patria:
dai negozi alle cure mediche, dai legami familiari alle scuole islamiche.
Anche le banche islamiche sono oramai sul nostro territorio.
Gli islamici utilizzano i servizi degli occidentali ma non se ne integrano,
perché hanno la relativa struttura sotterranea: bisogna sfruttare ma mai farne parte.
Le loro micro società sono impenetrabili.
Evitano gli scontri con gli “altri”, per evitare che sia posto sotto i riflettori
il loro mondo parallelo e sotterraneo.
Sono come un corpo unico con piccole differenze,
che vengono ingigantite oltre misura da noi occidentali.
Semmai le grandi differenze tra di loro sono ben altre,
prima tra queste il non possedere una guida unica pur avendo lo stesso obiettivo.
Perché combattere i Cristiani?
Sono infedeli e sono coloro che si sono opposti alla loro conquista del mondo
e per tale motivo ancora più pericolosi.
Con la loro fede sono stati capaci per tutte le volte di sconfiggere i Mussulmani.
Ce n’è a sufficienza per evocare lo sterminio dei Cristiani.
I passi del Corano non trasudano per nulla tranquillità e pace.
“Uccideteli ovunque li incontriate, e scacciateli da dove vi hanno scacciati:
la persecuzione è peggiore dell’omicidio.
Ma non attaccateli vicino alla Santa Moschea, fino a che essi non vi abbiano aggredito.
Se vi assalgono, uccideteli. Questa è la ricompensa dei miscredenti.”
[Corano 2, 191].
“Altri ne troverete che vogliono essere in buoni rapporti con voi e con la loro gente.
Ogni volta che hanno occasione di sedizione, vi si precipitano.
Se non si mantengono neutrali, se non vi offrono la pace e non abbassano le armi,
afferrateli e uccideteli ovunque li incontriate.
Vi abbiamo dato su di loro evidente potere.”
[Corano 4, 91].
“La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero
e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi,
che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra:
ecco l’ignominia che li toccherà in questa vita; nell’altra vita avranno castigo immenso.”
[Corano 5, 33].
“Non siete certo voi che li avete uccisi: è Allah che li ha uccisi.
Quando tiravi non eri tu che tiravi, ma era Allah che tirava,
per provare i credenti con bella prova.
In verità Allah tutto ascolta e conosce.”
Altrimenti detto è l’assoluzione anticipata per un omicida,
perché uccida un infedele in nome d’Allah.
[Corano 8, 17].
Correva il 12 settembre 2006 quando Papa Benedetto XVI tenne
la lectio magistralis all’Università di Regensburg (Ratisbona)
e ricevette un’ondata di insulti e, nel migliore dei casi, reprimende dal mondo degli intellettuali radical chic, neo illuministi, cristiani di seconda fila.
Allora non capirono il senso di quel discorso e la visione profetica del Papa.
Ricordo che lo difesi e tentai, ovviamente in modo vano, di far notare
la lucidità e preveggenza dei contenuti.
Lo consideravo e lo considero un discorso attualissimo, fatto non da un semplice pontefice,
ma da un filosofo e fine studioso tra i migliori del XX secolo.
Ecco un passo che commenta la diversità tra visione cristiana e visione islamica
del rapporto tra fede e ragione proprio in relazione all’uso della violenza:
“La violenza è in contrasto con la natura di Dio e la natura dell'anima.
«Dio non si compiace del sangue; non agire secondo ragione (logos)
è contrario alla natura di Dio. La fede è frutto dell'anima, non del corpo.
Chi quindi vuole condurre qualcuno alla fede ha bisogno della capacità di parlare bene
e di ragionare correttamente, non invece della violenza e della minaccia
Per convincere un'anima ragionevole non è necessario disporre né del proprio braccio,
né di strumenti per colpire né di qualunque altro mezzo
con cui si possa minacciare una persona di morte».
L'affermazione decisiva in questa argomentazione contro la conversione mediante la violenza è:
non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio.
Theodore Khoury commenta: per l'imperatore, come bizantino cresciuto nella filosofia greca, quest'affermazione è evidente.
Per la dottrina musulmana, invece, Dio è assolutamente trascendente.
La sua volontà non è legata a nessuna delle nostre categorie,
fosse anche quella della ragionevolezza.”.
Rileggendolo si colgono per intero i problemi e i limiti che ci attanagliano oggi,
in questo tormentato periodo storico.
E vi si legge la funzione del Cristianesimo nel mondo contemporaneo…
E si indica come uscire dalla crisi inarrestabile a cominciare dalla lotta al relativismo,
la vera causa culturale della decadenza.
Nel rapporto costruttivo tra fede e ragione il Cristianesimo usa la ragione sulla volontà
come strumento di persuasione diversamente dall’Islam per il quale l’uomo non può
che obbedire a Dio e la ragione soggiace alla volontà.
Bisogna essere per il dialogo con l’Islam?
Sì, ma non quello finto o peggio quello del porsi su piani diversi con il sentore di inferiorità.
Il dialogo, parola magica ma mai delimitata nel suo vero senso,
è tra persone che siedono alla stessa altezza e si incontrano su un terreno privo di trabocchetti
con lealtà, per raggiungere un bene più alto valido per ambedue e non solo per una parte.
Al Cristiano vale il consiglio, dettato dalla sura del Corano,
di non voltare le spalle e di guardare sempre l’altro negli occhi nel senso fisico e morale.
“Vorrebbero che foste miscredenti come lo sono loro e allora sareste tutti uguali.
Non sceglietevi amici tra loro, finché non emigrano per la causa di Allah.
Ma se vi volgono le spalle, allora afferrateli e uccideteli ovunque li troviate.
Non sceglietevi tra loro né amici, né alleati.”
[Corano 4, 89].
A questo punto sorge la domanda che ha furoreggiato sul web: esiste un Islam moderato?
Domanda priva di senso come l’eventuale risposta.
Il Cattolicesimo ha un corpo dottrinale immodificabile e non è né moderato né estremistico:
è così e basta. Prendere o lasciare.
Casomai è la realizzazione di quei principi,
che può essere diversificata a seconda delle situazioni e delle culture.
Se nel Vangelo è scritto che occorre amare i nemici,
non può sussistere un amore moderato nei confronti dei nemici.
Possono cambiare le modalità con cui mi adopero per raggiungere l’amore per il nemico.
La questione dell’immodificabilità vale per il Cattolicesimo come per l’Islam.
Se nel Corano è scritto che i Cristiani sono infedeli
non ci può attendere che possano essere definiti diversamente.
Potranno discutere su come convivere con i Cristiani,
ma essi restano comunque gli infedeli.
Un’altra considerazione finale che serva, si spera, di riflessione per coloro che vogliono fondare società talmente laiche da eliminare ogni elemento o riferimento religioso.
Nessun popolo laico è riuscito a fronteggiare l’Islam e a uscirne vittorioso.
Soli in due casi l’Islam ha perso.
Contro le due religioni più odiose: lo stato di Israele (Ebrei) e gli stati cristiani.
Il motivo banalmente è che gli abitanti che professano una religione
hanno un motivo ideale molto alto per il quale morire e sacrificare tutto tanto
da dare così significato alla propria vita.
Fino ad oggi non ho visto cittadini desiderosi di sacrificarsi fino al martirio
per la Merkel, Hollande, Renzi…
I santi martiri sgozzati, decapitati, crocifissi, bruciati, eviscerati dei propri organi
a migliaia in questi giorni non sono scappati e hanno pregato,
pur con tutta la paura e il terrore, per i loro nemici.
I comandanti dei sanculotti francesi o dei kaiser panzer tedeschi o dei risorgimentali italioti
sono pronti per la fuga già da un pezzo, pronti a salpare o volare per posti più rassicuranti.

( Roberto Frecentese)


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